L’attività di Volpi: tra passato e presente

azienda

Era il 1915 quando Alessio Camillo con tenacia e costanza iniziò ad occuparsi della fabbricazione di cofani funebri e da allora l’attività si è evoluta attraverso tre generazioni.

Dapprima grazie alla volontà ed al sacrificio del figlio Giorgio e poi dal 1971 con la collaborazione di Milcare Volpi, la ditta Alessio & Volpi si è distinta nel settore per l’attenta professionalità e qualità dei servizi che si sono sempre dimostrati all’altezza della fiducia accordata.

Nel 2000 Giorgio ha lasciato l’attività e Milcare Volpi è divenuto responsabile della Ditta Volpi snc con la preziosa collaborazione del figlio Massimiliano.

Insieme hanno continuato una tradizione familiare che ha ormai acquisito esperienza di lavoro costantemente al passo coi tempi. Nel 2005 Milcare Volpi viene a mancare per una grave malattia, rimanendo così solo il figlio Massimiliano.

Nel 2007 per andare incontro alle esigenze del cliente, per migliorare la struttura e per dare un servizio migliore, Massimiliano trasferisce la sede storica da Via Gioberti 12 a Via Vittime delle Foibe 8/a, vicino all’Ospedale S. Spirito di Casale Monferrato.

Da qui si apre una nuova pagina della tradizione familiare avvicinandosi sempre più al centenario aziendale.


Memoria di Milcare

milcare

Anche una lacrima di dolore, nel suo percorso,
puo’ incontrare la felicita’


Papà è lassù e con un sorriso ci saluta
ed io mi unisco a lui nel dirvi GRAZIE! Massimiliano.

 

Papà era così… 1947 – 2005

Milcare era del 1947 e quante ne aveva combinate da giovane… ma il bello doveva ancora venire perchè non si è mai fermato. Nel lavoro come nella vita apriva il cuore alla gente, sempre disponibile e pronto a dar cosigli…”Ma si, spendi poc, pùtost fa dju ouferti a chi ca l’ha da bsogn!” Milcare era mio papà, dolce ma esigente, insegnante ma permissivo, ma quando si incazzava… sopratutto nelle ingiustizie del nostro lavoro diventava una furia, in fattispecie quando, deceduta una persona, i parenti (per legge sono liberi di scegliere la propria impresa di fiducia) venivano obbligati ad andare dove gli veniva consigliato e allora alzava la voce e diceva: “Ma perchè non denunciano chi obbliga!”.

Poi gli suonava il telefonino e gli passava tutto, pronti e via a far due risate con gli amici e magari a mangià dui fons! A volte mi diceva “vad via dui dì” e poi al terzo mi chiamava e diceva: “tut ben? Mi a son an Austria, ma adman a turn a cà”, e secondo voi tornava? Macchè, aveva avuto un’altra idea!! Lui era come Spirito (il nome di suo papà, al panetè ad Mirabè), uno spirito libero, una fornace di idee, in instancabile uomo e papà e forse è per quello che il Signore aveva bidogno di lui.

Chissà che caos stai combinando lassù! Fumma da chi, fumma da là, sposta soulì, ma nooo a le mej parech.

Una settimana prima che la malattia lo sconfisse mi disse: “Adman porta du pasti che fumma na festa” ed è così che voglio ricordarlo.

Ognuno sarà libero di immaginarlo come crede, ma io voglio ricordarmelo così tra le sue braccia, perchè rimarrò sempre il suo bambino da proteggere ed un giorno lui mi abbraccierà di nuovo.

Arrivederci papà Milcare. Tuo Massimiliano