Memoria di Milcare

milcare

Anche una lacrima di dolore, nel suo percorso,
puo’ incontrare la felicita’


Papà è lassù e con un sorriso ci saluta
ed io mi unisco a lui nel dirvi GRAZIE! Massimiliano.

 

Papà era così… 1947 – 2005

Milcare era del 1947 e quante ne aveva combinate da giovane… ma il bello doveva ancora venire perchè non si è mai fermato. Nel lavoro come nella vita apriva il cuore alla gente, sempre disponibile e pronto a dar cosigli…”Ma si, spendi poc, pùtost fa dju ouferti a chi ca l’ha da bsogn!” Milcare era mio papà, dolce ma esigente, insegnante ma permissivo, ma quando si incazzava… sopratutto nelle ingiustizie del nostro lavoro diventava una furia, in fattispecie quando, deceduta una persona, i parenti (per legge sono liberi di scegliere la propria impresa di fiducia) venivano obbligati ad andare dove gli veniva consigliato e allora alzava la voce e diceva: “Ma perchè non denunciano chi obbliga!”.

Poi gli suonava il telefonino e gli passava tutto, pronti e via a far due risate con gli amici e magari a mangià dui fons! A volte mi diceva “vad via dui dì” e poi al terzo mi chiamava e diceva: “tut ben? Mi a son an Austria, ma adman a turn a cà”, e secondo voi tornava? Macchè, aveva avuto un’altra idea!! Lui era come Spirito (il nome di suo papà, al panetè ad Mirabè), uno spirito libero, una fornace di idee, in instancabile uomo e papà e forse è per quello che il Signore aveva bidogno di lui.

Chissà che caos stai combinando lassù! Fumma da chi, fumma da là, sposta soulì, ma nooo a le mej parech.

Una settimana prima che la malattia lo sconfisse mi disse: “Adman porta du pasti che fumma na festa” ed è così che voglio ricordarlo.

Ognuno sarà libero di immaginarlo come crede, ma io voglio ricordarmelo così tra le sue braccia, perchè rimarrò sempre il suo bambino da proteggere ed un giorno lui mi abbraccierà di nuovo.

Arrivederci papà Milcare. Tuo Massimiliano